Scopri cosa vedere a Roscigno Vecchia: il paese fantasma con un solo abitante

Siamo sulle montagne del Parco Nazionale del Cilento, in Campania, per scoprire Roscigno, un borgo completamente abbandonato.

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Come arrivare a Roscigno

Raggiungere Roscigno non è sempre facile a causa di alcune strade dissestate. Attualmente la via percorribile che accompagna al borgo, è quella che passa per la località di Bellosguardo. Per arrivare a Roscigno con l’auto, bisogna percorrere l’autostrada A3 Salerno Reggio-Calabria prendendo la direzione Castello Atena Lucana, fino al bivio di Corleto Monforte. Da qui si prosegue seguendo le indicazioni fino al paese di Roscigno.

Il comune di Roscigno è diviso tra Roscigno Vecchia e Roscigno Nuova, più a valle. La sua storia risale circa all’anno 1000, quando nacque come borgo dedito all’agricoltura. Il centro storico di Roscigno Vecchia è posto su una collina, per difendersi, all’epoca, da eventuali attacchi dal mare. Oggi, di questo centro storico, non rimangono che case abbandonate.

Cosa vedere a Roscigno Vecchia

  • Giuseppe Spagnuolo
  • Piazza Giuseppe Nicotera
  • La Fontana della piazza
  • La Chiesa di San Nicola di Bari
  • Le botteghe artigiane di Roscigno
  • Il Museo di Arte Contadina
  • L’area Archeologica di Monte Pruno

Roscigno Vecchia

Roscigno Vecchia è uno dei tanti borghi italiani vittima della forza della natura, che, durante i secoli, ha deciso di tormentarlo. Ricostruito più volte, perché più volte colpito da frane, è stato abbandonato su ordinanza, a partire dal 1902. Poco per volta Roscigno ha cominciato a svuotarsi dei suoi abitanti. Non tutti, però, hanno accettato di lasciare immediatamente le loro case, i loro ricordi. Pertanto è iniziata una migrazione lenta, che ha portato all’abbandono quasi totale del paese sul finire degli anni ‘50 e ‘60 del ‘900, tra Roscigno Nuova, e i paesi confinanti.

Giuseppe Spagnuolo

Dei suoi abitanti, un solo uomo ha deciso di ribellarsi alla forza della natura e di sfidare l’instabilità del terreno. Si chiama Giuseppe Spagnuolo, ed è attualmente l’unico abitante tenace che continua a vivere a Roscigno Vecchia, perché gli è stretto il ricordo delle sue origini.

Dal ‘96 Giuseppe si è trasferito in una delle case del paese, e se ne sta là, in poco più di 20 metri quadri tra centinaia di cappelli e cravatte di tutti i tipi ricevute in regalo da chiunque passa a trovarlo. È un uomo famoso Giuseppe, e sicuramente la sua storia ha contribuito a conferire a Roscigno l’onore delle cronache.

Giuseppe Spagnuolo
Giuseppe Spagnuolo

Roscigno Vecchia: la "Pompei del '900"

Testate giornalistiche diffondono la scoperta di Roscigno come paese fantasma, paragonanandolo alla Pompei del ‘900. Il paese con le lancette dell’orologio ancora ferme al tempo in cui non c’erano le auto, non c’era il telefono, non c’erano connessioni.
E a voler conoscere Roscigno e il suo unico abitante sono veramente in tanti. Anche la National Geographic ha portato qui le sue telecamere per raccontare questa storia speciale.

E allora Giuseppe non è mai solo. Apre le porte a tutti coloro vanno a trovarlo. E ogni giorno dell’anno, c’è sempre qualcuno che lo fa. Cosi fa da cicerone ai turisti e legge le lettere che gli scrivono dall’Olanda, dalla Germania, da qualunque parte del mondo. Gli scrivono che torneranno a trovarlo.

Roscigno Vecchia: "la Pompei del '900"
Roscigno Vecchia: "la Pompei del '900"

Roscigno Vecchia e il borgo fantasma

Così, una mattina d’estate siamo arrivati in questa meravigliosa piazza riconquistata dall’erba e l’abbiamo riconosciuto subito Giuseppe, il custode del borgo di Roscigno. Oggi indossa un sombrero di paglia regalatogli da chissà chi e fuma la sua pipa con foglie di carciofo essiccato. Siede su una panchina, all’ombra di un albero.

Unico abitante di Roscigno
Unico abitante di Roscigno

Di dove siete, ci chiede. Siamo di Pozzuoli, rispondiamo. La conoscete?
Chi non conosce Pozzuoli, la terra dalle sabbie mobili, ribatte sorridendo. Vi muovete continuamente, dice. Come dargli torto.

Gli chiediamo però di lui, di raccontarci la sua storia e quella di Roscigno.
Con gli occhi di chi ha visto tante cose, ci dice che è stato un emigrante, che ha girato l’Italia e il mondo, svolgendo diversi lavori. È tornato qui nella sua terra d’origine quando non aveva più un impiego.
Dalla panchina ci indica quello che un tempo era il Bar Roma. Oggi resta in piedi solo un pezzo di questo posto che in passato animava il borgo. L’altro pezzo è andato distrutto.

Roscigno Vecchia: il borgo fantasma

Nella piazza ci sono ruderi che sembrano cedere da un momento all’altro. Ci racconta che proprio l’altro giorno è venuta giù una casa di fianco alla sua. Poi aggiunge, venite con me, vi faccio vedere.
Lo seguiamo con timore su delle scale, attenti a distribuire il peso. Apre la porta di casa e dall’uscio osserviamo la sua vita. Libri, cappelli, cravatte. Un fornellino per farsi da mangiare, peperoncini appesi, un camino per riscaldare i giorni freddi e un letto, il suo letto. Ci mostra un suo ritratto soddisfatto, e una foto di Roscigno di quando faceva freddo. Questa casa, non la cambierei con nessun’altra, dice. Si affaccia al suo balcone e dà da mangiare ai gatti. C’è una colonia felina, gatti grandi e piccoli e altri in arrivo.
Non è certo solo, tra le strade solitarie di Roscigno, Giuseppe.

Visitare Roscigno Vecchia

La Piazza di Roscigno Vecchia

Tutto il centro storico di Roscigno Vecchia ha mantenuto inalterato l’intero arredo urbano. Per questo motivo, è entrato nella lista dei siti Patrimonio Unesco.

Giuseppe ci accompagna nella piazza del borgo, Giovanni Nicotera. Si respira calma e silenzio in questa piazza senza asfalto, vuota, che non assomiglia a nessun’altra piazza. Qui si coglie tutta l’essenza di Roscigno. Scorgiamo la fontana in pietra grezza giusto al centro, il lavatoio pubblico, l’insegna del Bar Roma.

Fontana Roscigno Vecchia

La Chiesa di San Nicola - Roscigno

Poi, su un piano sopraelevato, c’è la Chiesa di San Nicola di Bari. La chiesa madre settecentesca, colpita da un incendio più di duecento anni fa, sconsacrata e abbandonata. Ci sembra intatta dall’esterno eppure non è possibile visitarla. Chiusa recentemente perché pericolante e con un altare sprofondato. Dalle fessure del suo portale, rubiamo qualche scatto del suo interno.
Ha tre navate, un soffitto affrescato, e un’architettura in rovina. Ci sembra bellissima. Da guardarla per ore sui gradoni di pietra, dove il silenzio è assoluto e l’aria è fresca.

La Chiesa di San Nicola - Roscigno
L'interno della chiesa San Nicola di Roscigno
L'interno della chiesa San Nicola di Roscigno

Le botteghe di Roscigno Vecchia

Facciamo un giro per le strade sterrate di questo posto unico.
Le insegne sbiadite dal tempo ci ricordano le vecchie botteghe del paese. Alcune sbarrate, altre sfondate. Dai cancelli scorgiamo, sui tavoli da lavoro, vecchie fucine di un fabbro, scarpe ancora appese di un ciabattino, che non consegnerà mai il suo lavoro. Mura crollate, travi spezzate. Come i sogni di molti abitanti che hanno sperato di tornare a vivere a Roscigno.

Altre strade sono completamente inaccessibili, altre case hanno gli ingressi chiusi con corde per il pericolo di crolli.

Eppure sembra davvero rivivere questo posto, quando ascolti gli usignoli, che hanno dato il nome a questo paese, cantare fra i suoi secolari castagni. E su una panchina della piazza, all’ombra degli alberi ti chiedi quanto tempo resteranno ancora in piedi queste case e cosa si potrebbe fare per evitare la scomparsa di questo museo a cielo aperto qual è Roscigno.

Il Museo di Arte Contadina di Roscigno

Museo Arte Contadina Roscigno
Museo Arte Contadina Roscigno

A conservare le testimonianze, gli usi e i costumi della civiltà contadina di Roscigno, ci ha pensato il Museo di Arte Contadina, che troviamo in una sala dell’ex municipio del paese. Sono circa 500 i pezzi esposti, ordinati secondo i temi dei cicli lavorativi. Sei sale dedicate, dove viene mostrata la produzione del vino, dell’olio, del formaggio, del pane; la lavorazione dei campi, il ciclo del grano, la mietitura, la lana.
Tutto racconta dello stretto legame tra la popolazione e l’ambiente naturale.
Tutto per riportare in vita i momenti quotidiani di un tempo.

Informazioni visite
Il museo è aperto tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 13:00
Il Sabato e la Domenica anche dalle ore 15:00 alle ore 17:00
Per visite e informazioni telefonare allo 0828 963 377

Roscigno Vecchia: cosa vedere nei dintorni

Qualche chilometro distante da Roscigno, si giunge all’area archeologica di Monte Pruno, il monte più elevato di Roscigno e punto di un insediamento enotrio e lucano.
Durante alcuni scavi condotti nel 1938 è stata ritrovata una tomba principesca con un ricco corredo sepolcrale, oggi conservato nel Museo Archeologico provinciale di Salerno. Altre tombe sono state ritrovate negli anni ’80 datate al V e al VI secolo a.C.

Roscigno e il Presepe '900

Durante il periodo natalizio, da qualche anno, il Comune di Roscigno insieme con la Pro Loco e altre associazioni, organizza l’evento Presepe ‘900.
Un viaggio indietro nel tempo dove è possibile assistere ad una vera e propria rievocazione religiosa del Presepe Vivente a Roscigno Vecchia. Più di 100 figuranti trasmetteranno ai visitatori l’emozione di riscoprire le antiche arti e gli antichi mestieri di un tempo. Il tutto per valorizzare questo territorio dall’estrema bellezza, natura e cultura.

Per info contattare la Pro Loco Roscigno Vecchia: info@roscignovecchia.it – tel 0828 963377.