Scopri cosa vedere a Procida: l'isola dai colori pastello amata da Elsa Morante. Terra di limoni e di stradine silenziose

“La mia isola ha straducce solitarie chiuse fra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali. Ha varie spiagge dalla sabbia delicata e chiara, e altre rive più piccole, coperte di ciottoli e conchiglie, e nascosta fra grandi scogliere”.
Elsa Morante, 1957

Così la famosa scrittrice Elsa Morante descrive la sua amata isola, il luogo dove ha ambientato il suo celebre romanzo “l’isola di Arturo.

In mezzo alle acque del Tirreno, la piccola isola di Procida, di origine vulcanica, se ne sta là in compagnia delle sorelle maggiori Ischia e Capri. Ma è meno affollata delle sue vicine, meno turistica, senza troppi sfarzi, ne lussi. È piuttosto umile Procida, la più piccola delle tre isole del Golfo di Napoli, un tripudio di colori pastello dove è semplice assistere lo scorrere sereno della vita di tutti i giorni. Forse è la meno conosciuta delle tre, e forse, proprio per questo è un’isola tutta da scoprire.

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Dettagli case Procida
Dettagli case Procida

A Procida tutto trascorre con estrema tranquillità, ogni momento qui diventa un rito. A partire dalla prime luci dell’alba, godendosi la colazione deliziata dalla famosa “lingua” farcita con crema di limone, fino all’imbrunire, quando le luci cominciano a calare e l’isola ritorna al suo riposo notturno. E non va a letto tardi.
Procida è la scelta giusta se si è alla ricerca di tranquillità, di natura, se si amano le straducce solitarie, come racconta Elsa Morante. Qui non ci sono eccessi, ne ritmi veloci, non c’è una vita notturna sfrenata, ne alberghi lussuosi. Qui c’è quanto di più autentico si possa incontrare, a partire dalle persone, dai vecchi pescatori che facilmente si incrociano mentre rattoppano le loro reti, dal viso scurito dal sole.

Una terra abitata fin dai tempi antichi da un popolo di marinai, abili trafficanti del mare. È al mare che questi uomini hanno dedicato la loro vita, notte e giorno. Lo stesso mare che poi restituisce.

Porto Marina Grande - Procida
Porto Marina Grande - Procida

Cosa vedere a Procida

  • Marina Grande
  • Terra Murata
  • Castello d’Avalos
  • Abbazia di San Michele
  • Marina di Corricella
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie
  • La spiaggia di Chiaia
  • Marina di Chiaiolella
  • Isolotto di Vivara
  • Spiaggia del “Postino”
  • Processione dei “Misteri” del venerdì santo

Marina Grande a Procida

Procida - Marina Grande
Procida - Marina Grande

Sull’isola di Procida si arriva via mare da Napoli o da Pozzuoli. Lasciata la costa
il suo profilo scorge da lontano, frastagliato e colorato. In poco tempo si approda a Marina Grande, detta anche Marina di Sancio Cattolica. I colori ci accolgono, che ci sia luce od ombra, i colori sono i protagonisti dell’isola di Procida. Tinte pastello per lo più, vestono le facciate delle case, in maniera spontanea. Il traghetto attracca. Facciamo un giro all’info point: ci basta una cartina e una bici elettrica da noleggiare. Qui se ne trovano davvero tante. A piedi o in bici sono il modo migliore per scoprire i 4 chilometri dell’isola di Procida.

Chiesa Santa Maria della Pietà
Chiesa Santa Maria della Pietà

Terra Murata

Panorama da Terra Murata
Panorama da Terra Murata

Ci dirigiamo verso Terra Murata, la parte più alta di tutta l’isola di Procida; è il cuore del borgo e un tempo era l’unica parte abitata. Tutta la popolazione viveva in questa vecchia cittadella su questo promontorio di 90 metri a strapiombo sul mare. Non c’erano mura in passato, erano le case stesse, per come disposte una sull’altra, che si schieravano a difesa dell’isola.

A Terra Murata, questa sorta di “quartiere” dell’isola di Procida, tutt’oggi si respira un’aria che sa di passato, che porta indietro nel tempo. Qui si ammirano case con cortili, palazzi, un’abbazia e un castello.

Il Castello d’Avalos fu costruito nel ‘500 da questa famiglia spagnola che a quell’epoca fu proprietaria di Procida fino a metà ‘700. Con l’arrivo dei Borboni, poi, il castello divenne la residenza di caccia del re, poi ancora fu utilizzato come carcere di Procida, e oggi, purtroppo, è lasciato in totale stato di abbandono. Dal castello la vista è davvero incantevole e impareggiabile.

Castello d'Avalos
Castello d'Avalos

Abbazia di San Michele

Più avanti al castello incontriamo l’Abbazia di San Michele Arcangelo di Procida, un ex monastero benedettino costruito nel 1026, distrutto e poi ricostruito nel corso dei secoli fino a diventare la complessa struttura che vediamo oggi, a dimostrazione del ruolo importante, sia religioso che culturale, che ricopriva.

La Chiesa di San Michele è infatti una delle più prestigiose di tutto il sud Italia, con opere d’arte appartenenti al XVI e XIX secolo. Dell’Abbazia fanno parte anche un Museo e una Biblioteca che troviamo ai piani inferiori.

  • Ad un primo piano inferiore è possibile ammirare un presepe, con pastori di arte napoletana, esposto permanentemente;
  • ad un secondo piano inferiore troviamo la cappella di San Michele e la biblioteca che conserva circa 8000 testi antichi databili al 1500;
  • al terzo piano inferiore troviamo un luogo ricco di fascino e di mistero. Il luogo delle “Congregazioni”, una cappella dove si riuniva il Clero per discutere dell’isola.

Infine, in una cavità di tufo troviamo “il cimitero di Procida”, un ossario, il luogo di sepoltura dei morti a cui veniva praticata prima la “scolatura” e poi grazie al microclima una sorta di “mummificazione”.

Info e Contatti: Abbazia San Michele Arcangelo
Terra Murata – 80079 | Procida (NA)Tel +39 081 8967612
info@abbaziasanmicheleprocida.it

Marina di Corricella

Case marina di Corricella
Case marina di Corricella

Quando il centro urbano di Procida però, comincerà ad espandersi, gli abitanti iniziarono ad abitare anche altre zone dell’isola oltre Terra Murata.
Una di queste zone fu il piccolo borgo marinaro di Marina di Corricella, la parte più pittoresca e suggestiva di Procida. Un presepe che si riflette nell’acqua con tutti i suoi colori. Un caratteristico porticciolo seicentesco e casette dipinte di giallo, di rosa, di azzurro, colori che mescolati alla polvere di tufo producono sfumature dai toni caldi. E c’è armonia tra loro, proprio nulla stona.

L’abitato ruota tutto attorno alla Chiesa della Madonna delle Grazie, in Piazza dei Martiri, che affaccia proprio sulla Corricella e la sua cupola non si può non notarla. La chiesa fu edificata nel 1679 in stile barocco con un interno a croce greca. Da questa piazza si ammira un panorama mozzafiato verso il mare.

chiesa Santa Maria delle Grazie
chiesa Santa Maria delle Grazie

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Spiaggia di Chiaia

Lasciata la Marina della Corricella alle nostre spalle, ci dirigiamo verso sud per ritrovarci verso l’insenatura di Chiaia. Qui incontriamo la grande spiaggia di Chiaia, una delle più belle dell’isola, ancora intatta e incontaminato. Si accede da Via dei Bagni e termina con il promontorio di Pizzaco, uno dei posti più panoramici dell’isola di Procida. Il luogo ideale per godersi la pace e il relax.

Spiaggia di Chiaia-Procida
Spiaggia di Chiaia-Procida

Marina di Chiaiolella

Da Chiaia andiamo alla scoperta della Marina di Chiaiolella, una baia protetta semicircolare, protetta dai due promontori di Solechiaro e Santa Margherita. Un tempo questa baia era un cratere, oggi c’è un caratteristico porticciolo turistico con case colorate e ristorantini romantici: uno dei luoghi preferiti dai bagnanti.
Dalla piccola spiaggia della Chiaiolella, passeggiamo per circa un chilometro verso il lungomare Cristoforo Colombo, parallelamente alla spiaggia sabbiosa. Dal lungomare è chiara la vista di un lungo ponte che unisce la Chiaiolella con l’isolotto di Vivara, Oasi protetta del WWF. In passato Vivara era la più piccola delle isole flegree, oggi è completamente disabitata e per visitarla bisogna chiedere autorizzazione al comune.

Spiaggia della Chiaiolella-Procida
Spiaggia della Chiaiolella-Procida

Spiaggia del Postino

L’isoletta di Procida fu scelta come set cinematografico per le riprese del celebre film “Il postino con il grande Troisi. Una delle scene più belle fu girata proprio sulla spiaggia del Pozzo Vecchio, nella parte occidentale dell’isola, chiamata anche “Spiaggia del Postino”, appunto. Qui, Mario, interpretato da Massimo Troisi incontra per la prima volta Beatrice, recitata dalla bella Maria Grazia Cucinotta. E in questo scenario avrà inizio la storia.

La spiaggia non è molto grande, e nei mesi caldi è spesso affollata. È una baia tranquilla, con la rena scura, tipica dell’isola vulcanica, dove è piacevole concedersi ore di sole, che qui sembra non tramontare mai, e tanto relax.

La Processione dei "Misteri"

Comincia alle prime luci dell’alba, la “Processione dei Misteri” del Venerdì Santo a Procida. Uno degli eventi più suggestivi e antichi di sempre, che si ripete ogni anno dal ‘600 richiamando migliaia di fedeli sull’isola di Procida.
Un rito di fede di tradizioni e di cultura danno vita ad uno spettacolo unico che parte il Giovedì Santo con la veglia al Cristo fino alle luci dell’alba, dove a Piazza Martiri ha inizio una processione che vede sfilare tavole allegoriche, i “Misteri”, la Madonna dell’Addolorata e il Cristo Morto, i fedeli e gli “angioletti”, bambini e bambine dell’isola di Arturo“, che commuovono con i loro abiti ornati a lutto incamminandosi fino a Terra Murata.

Procida nel piatto

Procida è terra di limoni, questo agrume che facilmente si incontra negli orticelli, nei giardini o tra le vie. Se ne ricavano ottime insalate di limone, un vero piatto tipico da provatr, o una delicatissima crema pasticciera che farcisce “le lingue”, dolci del posto, e un ottimo limoncello. Ah, non dimentichiamo le impareggiabili granite al limone che solo qui si trovano.

Ovviamente senza ombra di dubbio padrone di casa lo fa il pesce fresco che riempie i piatti della cucina tradizionale di Procida. Spaghetti con ricci o con i totanielli sono un must. Per i secondi da assaggiare è il palamita, un pesce tipico di queste acque .

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