Scopri cosa vedere a Montagnana: la "città murata" che vive di arte, storia e prosciutto crudo d.o.p.

Le mura più belle d’Italia le abbiamo incontrate qui, nel Veneto, in provincia di Padova.

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Ai piedi dei colli Euganei, a 50 km da Venezia e da Padova, siamo venuti a conoscere Montagnana, la “città murata”.
Un gioiello architettonico che conserva perfettamente tutto il fascino medioevale di un tempo.

E ci accoglie con una veste superba, imponente, magnifica, che colpisce i sensi. Un giro veloce intorno alla sua cinta muraria dà l’idea di essere stati catapultati su un set cinematografico, tra templari e castelli. 24 torri disposte a cerchio, sono lì a difendere il borgo di Montagnana. Tutte intorno, le torri proteggono la cittadina come ad abbracciarla, in un abbraccio lungo 2 chilometri.

Così ci avviciniamo alle sue mura, per scrutarle. Ci giriamo intorno. Vogliamo conoscerle da vicino. Mattone dopo mattone. E ascoltare la storia che hanno da raccontare.

Al suo cospetto, pare quasi che Montagnana abbia bisogno di conoscere lo straniero che arriva a farle visita, prima di aprire le sue porte e farlo accomodare in casa. Oggi, come in passato, pare ancora che conservi il suo potere di controllo. E allora non ci resta che presentarci e farci ospitare nelle sue belle mura.

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Le mura di Montagnana
Le mura di Montagnana

Cosa vedere a Montagnana

  • La cinta muraria
  • Il Castello di San Zeno
  • Il Mastio di Ezzelino
  • Palazzo Pisani
  • Il centro storico
  • Piazza Vittorio Emanuele
  • I Palazzi storici
  • Il Duomo di Santa Maria Assunta
  • La Rocca degli Alberi
  • Il Cinema Branzo
  • Chiesa di San Francesco
  • Il Salumificio Brianza

Il borgo di Montagnana fu dotato di una prima fortificazione già nel X secolo per proteggersi dai nemici Ungari. Successivamente divenne centro feudale sotto il dominio degli Estensi ritrovandosi in lotta tra il Papato e l’impero.

Quelle che vediamo oggi sono mura che appartengono al medioevo, e da allora anni di guerre e scontri militari si sono susseguiti in questo piccolo borgo.

Successivamente, nel 1400 circa, Montagnana decise di consegnarsi a Venezia, sotto il dominio della Serenissima, perdendo parte del suo potere militare, diventando però, un importante centro agricolo per la produzione di canapa. Furono secoli di tregua e di pace, durati fino alla caduta di Venezia sul finire del 1700. Anni in cui Montagnana si arricchì di importanti palazzi e opere d’arte.

La cinta muraria di Montagnana
La cinta muraria di Montagnana

Il Castello di San Zeno

Partiamo dunque dalla storia del Castello San Zeno, la parte più antica di Montagnana.
Precedentemente, al suo posto vi era un primo castello, distrutto nel 1242 da Ezzelino da Romano, un potente signore di Padova che incendiò inizialmente Montagnana. Sulle sue rovine vi fece costruire l’attuale Castello di San Zeno come dimostrazione del suo potere, durato circa 14 anni. Durante la sua permanenza fece costruire anche il Mastio, la torre di circa 40 metri di altezza e il corpo del castello adiacente. Dopo questa lunga permanenza Ezzelino fu cacciato da Padova e il comune ordinò così la costruzione di una prima cinta muraria, la più antica, databile a fine ‘200 che ritroviamo in questa zona e in parte della Rocca degli Alberi.

Il resto della cinta è stato riedificato e ampliato nel corso del 1300 grazie alla signoria dei carraresi, per dare una robustezza maggiore alle mure. In questo nuovo tratto di cinta si inseriscono le 24 torri che intervallano le mura chiudendo il perimetro della città.

Il Castello di San Zeno
Il Castello di San Zeno

Il castello di San Zeno si presentava come un rettangolo difeso dal mastio e dalle torri. Una vera fortezza militare con scopo difensivo e mai un castello di rappresentanza. Precedentemente tutto intorno c’era un fossato molto profondo. La presenza dell’acqua qui era fondamentale come lo erano le mura per presidiare l’intera città. L’acqua è stata presente fino al 600 e bagnava non solo la parte esterna delle mura ma anche due piazze interne, una davanti al castello e l’altra davanti la Rocca degli Alberi, in modo tale da creare quasi un’isola in mezzo al mare. In questo modo, qualora qualcuno avesse sfondato le prime difese si sarebbe ritrovato un contro bacino interno e quindi una difficoltà ad attaccare. Durante il dominio veneziano il cortile interno del castello fu utilizzato come deposito per la canapa. Poi come caserma militare fino alla fine della seconda guerra mondiale. Oggi è aperto al pubblico e ospita l’Ufficio Turistico, la Biblioteca, l’Archivio Storico, e le sale del museo Civico A. Giacomelli.

Al museo si accede con visita guidata nei seguenti giorni:
mercoledì, giovedì e venerdì: ore 11.00

Orario estivo
Sabato: ore 10.30, 11.30, 16.00, 17.00, 18.00
Domenica e festivi: ore 11.00, 12.00, 16.00, 17.00, 18.00

Orario invernale
Sabato: ore 10.30, 11.30, 15.00, 16.00, 17.00
Domenica e festivi: ore 11.00, 12.00, 15.00, 16.00, 17.00
Chiuso: lunedì, martedì, Natale e Capodanno
Costo del biglietto: 2,50 €

Il Mastio di Ezzelino

Il Mastio di Ezzelino
Il Mastio di Ezzelino

Accanto al castello di San Zeno si erge il Mastio: “Il Mastio di Ezzelino”.
In origine il Mastio era molto più alto di come lo vediamo oggi. All’epoca fu innalzato per permettere di avere una prospettiva maggiore sulla zona circostante. Inoltre era dotato anche di una copertura con un tetto e una torretta, durata fino all’800, andata poi distrutta a causa del suo materiale deperibile.

Sono diversi gli scalini da salire ma una volta arrivati fin su la torre, si può godere di una vista spettacolare sul centro storico della città, sui colli euganei e su quelli berici, cogliendo tutta la loro bellezza e la loro diversità.
Dal Mastio, dritto di fronte a noi la Rocca degli Alberi. Sulla destra invece il Duomo in tutta la sua interezza.

Orario estivo
Dal martedì al sabato: 9.30-12.30, 16.00-19.00
Domenica e festivi: 10.00-13.00, 16.00

Orario invernale
Dal martedì al sabato: 9.30-12.30, 15.00-18.00
Domenica e festivi: 10.00-13.00, 15.00-18.00
Chiuso: lunedì, Natale e Capodanno
Costo del biglietto: € 1.50

Montagnana vista dal Mastio Ezzelino
Montagnana vista dal Mastio Ezzelino

Palazzo Pisani

Prima di entrare nella cinta muraria di Montagnana, da questa posizione, vicino al Castel San Zeno, da notare è il Palazzo Pisani.
Si tratta di un edificio costruito nella metà del ‘500, commissionato dal nobile veneziano Francesco Pisani al celebre architetto Palladio. Una villa come luogo di villeggiatura e sede di attività agricole. Oggi, come all’epoca, il palazzo è una residenza privata, pertanto possiamo ammirare l’arte del genio di Palladio solo dall’esterno. Ammiriamo dunque tutti gli elementi antichi che l’architetto ha inserito, reinterpretandoli al suo modo di costruire: le colonne, la fascia marcapiano, il timpano sulla sommità del palazzo. Il celebre architetto sosteneva che un edificio dovesse essere tanto bello quanto funzionale, con un corpo perfetto ma ben sposato con tutto il contesto in cui inserito. Lo paragona ad un corpo umano, fatto di parti nobili che mostriamo agli altri, ma anche di parti ignobili, ovvero tutto quello che non mostriamo ma che serve comunque a rendere efficiente e a far funzionare il tutto.

Palazzo Pisani di Montagnana
Palazzo Pisani di Montagnana

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Il centro storico di Montagnana

Case Montagnana - mura nord

Bene, siamo pronti a varcare le porte del centro storico di Montagnana. Sì, perché non c’è ne solo una ma ben quattro: Porta Padova nella parte est, che dà accesso al Castello San Zeno, Porta Legnago con la Rocca degli Alberi, Porta XX settembre a sud del borgo e Porta Vicenza nella parte nord.

Entrando da Porta Padova o da Porta Legnago gli assi principali da percorrere sono due, Via Matteotti e Via Carrarese. Una lunga fila di portici rendono sinuosa e affascinante questa passeggiata che conduce al cuore del borgo: Piazza Vittorio Emanuele. Ma bisogna scoprire ogni angolo di questo posto e addentrarsi in stradine sconosciute per respirare l’anima. Da non perdere è la parte nord del borgo di Montagnana per esempio. Accedendo da Porta Vicenza, su entrambi i lati si trovano tipiche casette popolari addossate l’una all’altra. Non hanno portici e sicuramente sono di un’architettura più modesta rispetto ad altre abitazioni del centro, ma colpiscono per la loro esplosione di colori e la sensazione di autenticità che regalano. No, non siamo a Burano, siamo a Montagnana.

Mura nord di Montagnana

La Rocca degli Alberi

Ci dirigiamo adesso verso la Rocca degli Alberi, un’edificio a scopo militare, fatto costruire da Francesco il Vecchio di Carrara nel 1360. A quell’epoca era una sorta di isola circondata d’acqua, da cui era possibile accedere solo grazie a ponti levatoi portoni e saracinesche. Sulla sua facciata spiccano i tre stemmi del Comune di Padova, di Francesco il Vecchio e dei Carraresi.

La Rocca degli Alberi - Montagnana
La Rocca degli Alberi - Montagnana

Ex Cinema Branzo

Nei pressi della Rocca degli Alberi colpisce la struttura del Cinema Branzo, oggi purtroppo dismesso. Se si è fortunati però, può capitare di incontrare per le strade del borgo il suo ex direttore. Non è difficile riconoscerlo. È un uomo elegante e ben distinto. Si chiama Giancarlo e fare due chiacchiere con lui sarà come rivivere i tempi in cui venivano proiettati i film.

L'Ex Cinema Branzo
L'Ex Cinema Branzo

Piazza Vittorio Emanuele

Tutte le strade portano qui, in Piazza Vittoria Emanuele, il cuore cittadino di Montagnana. Il Listòn, come la chiamano i veneti, abbellita sull’esempio di piazza San Marco a Venezia. Ci si ritrova così in un immenso salone in grado di accogliere tutti gli eleganti edifici che lo arredano.
Lo sguardo spazia su tutti i lati della piazza, ma in un solo colpo d’occhio, si coglie prima fra tutti, il Duomo di Montagnana in tutta la sua interezza.

Piazza Vittorio Emanuele
Piazza Vittorio Emanuele

A rendere prezioso questo salotto che oramai ci sembra di casa, diversi palazzi storici:

  • il Palazzo della Loggia del 1877, dove sotto le arcate della loggia un tempo si svolgeva il mercato del frumento;
  • il Palazzo Valeri, edificio settecentesco, di stampo barocco;
  • il Palazzo Zanella con i suoi affascinanti camini dalla forma di una corolla;
  • il Palazzo della Cassa di Risparmio, che spicca per la sua imponenza dallo stile medioevale;
  • il Monte di Pietà;
  • il Palazzo Sanmicheli, con i suoi alti portici, oggi sede municipale;
  • il Palazzo Santini, dell’ottocento, con le sue decorazioni;
  • e infine il Palazzo Pomello Chinaglia del XV secolo.

Proprio al centro della piazza svetta alta la statua di Re Vittorio Emanuele. Il Re è posizionato di spalle rispetto al duomo, e non casualmente. Inoltre porta una giacchetta corta che gli mostra il sedere. Insomma, nel simbolismo delle statue questo è un evidente affronto rivolto alla Chiesa.

Palazzo Cassa di Risparmio di Montagnana
Palazzo Cassa di Risparmio di Montagnana
Palazzo Zanella
Palazzo Zanella e i camini a corolla

Duomo di Santa Maria Assunta

Protagonista indiscusso della piazza, il Duomo di Santa Maria  Assunta, la cattedrale di Montagnana, un vero scrigno d’arte.

All’esterno si presenta con vesti del tardo gotico, i suoi interni invece hanno sembianze più vicine al rinascimento. È stata iniziata nel 1431 e ci sono voluti diversi anni prima che fosse terminata. Conserva al suo interno, opere di gran valore artistico e storico grazie al contributo di importanti artisti di fama passati di qui. Infatti, appena si varcano le porte d’ingresso si è tentati subito a voler ammirare il Veronese nella Trasfigurazione di Cristo, in fondo, sull’altare. 

Il Duomo di Montagnana
Il Duomo di Montagnana

Ma prima di arrivarvi, diversi sono i tesori da ammirare:

  • ai lati del portale, da non perdere Davide con la testa di Golia e Giuditta ad opera del Giorgione;
  • sul lato sinistro, la tela della famosa Battaglia di Lepanto e il Miracolo della Pioggia;
  • poco più avanti la suggestiva cappella del Rosario del XV secolo;
  • una stupenda Madonna  con bambino e santi realizzata dal Buonconsiglio, autore anche dell’Assunzione che troviamo invece nel catino dell’abside.

Arriviamo finalmente all’altare, che colpisce per i suoi catini laterali a forma di conchiglia, e qui, l’attesa Trasfigurazione di Cristo del 1555, davanti a noi, sull’altare maggiore.

Interno duomo di Montagnana
Interno duomo di Montagnana

La Chiesa di San Francesco

Da qualunque porta si decide di fare ingresso nel borgo, come una sentinella, un alto campanile quattrocentesco accompagna la nostra visita. E’ il campanile della chiesa di San Francesco del 1350, anche se molti elementi fanno pensare che sia di gran lunga più antica. La chiesa si trova lungo le mura sud, e dal 1960 ospita una comunità di suore Clarisse. Non sempre è visitabile ma nella piazzetta adiacente è davvero piacevole fare una sosta per qualche attimo di riflessione.

Il campanile della chiesa di San Francesco
Il campanile della chiesa di San Francesco
Chiesa di San Francesco
Chiesa di San Francesco

Il salumificio Brianza di Montagnana

Non lontano dalle mura del centro storico di Montagna, c’è un luogo speciale dal profumo irresistibile: il Salumificio Brianza. Un luogo familiare che vive della propria passione: la lavorazione del prosciutto crudo.

Una tradizione tramandata da generazioni che tutt’oggi segue una lavorazione manuale, attenta e scrupolosa. Dalla salatura delle carni, alla massaggiatura, all’insaccatura e infine la legatura.
E tutto questo, dal suo sapore, lo si percepisce.

Montagnana è la patria del prosciutto crudo Berico Euganeo d.o.p. e fare una visita a questo salumificio è davvero una scelta da non rinunciare per il privilegio di portare a casa anche i sapori tipici del borgo. Subito dopo la visita è possibile fare scorta di questa bontà tradizionale grazie ad uno spaccio adiacente.

Info utili:

Il Salumificio si trova a Montagnana in Via Luppia San Zeno, 35 www.salumificiobrianza.it

Salumificio-Brianza Montagnana
Salumificio-Brianza Montagnana

Montagnana in tavola

Il prosciutto crudo d.o.p. è da provare anche nella “versione da passeggio”. Uno snack veloce per deliziare il palato mentre si sta “borgando” per le vie del centro storico. Basta fare una sosta nella storica Gastronomia Zanini, e assaporare questo “cornetto” (che non è un dolce) di crudo veneto d.o.p con tocchetti di formaggio, una loro invenzione che fa davvero leccare i baffi. La trovate a Via Matteotti n° 21.

Per un pranzo o una cena il nostro consiglio è prenotare un tavolo al Ristorante Aldo Moro, proprio in centro, in una Residenza d’Epoca. Un luogo storico, elegante e di classe ma dove al contempo si ritrova tutta l’autenticità di un’intera famiglia che collabora insieme. I piatti sono curati nei dettagli e con tocchi di originalità. Il cibo è ottimo. La gentilezza e la cordialità del signor Aldo e di tutto lo staff sono assicurati.

E che dire dei dolci? Bè qui a Montagnana i dolci non mancano proprio mai. Sono davvero tante le pasticcerie che si trovano qua e là per il centro storico. Da provare è sicuramente il tipico
Pandolce di Ezzelino,(con lievito madre, miele e frutta secca), una specialità della storica pasticceria Cuccato, che trovate a Via Carrarese 5.

Il cornetto della gastronomia Zanini
Il cornetto della Gastronomia Zanini
Il Pandolce di Ezzelino
Il Pandolce di Ezzelino

Il Castello Bevilaqua: romanticismo assicurato

A dieci minuti di auto da Montagnana si trova invece un castello del 300 che fa sembrare di essere in una favola d’altri tempi. Si tratta del Castello Bevilacqua che racchiude tra le sue mura 700 anni di storia. Non è soltanto una splendida location dove organizzare matrimoni.
In questo posto incantevole è possibile cenare, dormire, o partecipare a diversi eventi che la struttura organizza durante l’anno. Insomma ce n’è per tutti i gusti.

Il Castello Bevilacqua di Montagnana
Il Castello Bevilacqua di Montagnana

Eventi a Montagnana

Il prosciutto veneto berico d.o.p. è protagonista non solo sulle tavole di Montagnana ma è anche il protagonista di una grande festa che si tiene nel mese di Maggio e dura circa 10 giorni.

Nel mese di Agosto invece da non perdere è la Sagra dell’Assunta. Per questa occasione tutto il vallo intorno alla cinta viene allagato proprio come un tempo, per uno scenario che deve essere davvero suggestivo.

Poi c’è il Palio dei 10 comuni:
rulli di tamburi, cavalli scalpitanti, spade che scintillano, dame, cavalieri e tanto altro è quello a cui si assiste nel mese di settembre in occasione di questo storico evento. La disputa del palio, una sfida tra dieci cavalli e dieci cavalieri dei comuni del montagnanese.

Per scoprire tutti i segreti e le curiosità del borgo di Montagnana si consiglia di effettuare una visita con un’esperta e simpatica guida dell’associazione Murabilia. Ne raccontano delle belle!
Se si è interessati a tour ed eventi guardate la pagina di visitmontagnana.

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